Fiction italiana e Oliver Onions
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Le trasmissioni di culto (cioè quelle che tra 15-20 anni saranno di culto) esistono anche oggi. Solo che, essendo attuali, non ce ne rendiamo conto. Sono certo molto meno di un tempo, e su questo concordo, ma l'attuale tv italiana non è assolutamente tutta da buttare. Se volete vi faccio un elenco chilometrico di programmi e serie tv da salvare...
Fra' Siglo, il missionario delle sigle tv
Sulla sostanza sono d'accordo con Gojira, ma certamente per la forma (almeno della seconda affermazione) mi trovo d'accordo con Siglomane e invito a commentare senza far uso di turpiloquio, anche se certamente rende meglio la dovuta enfasi di determinati concetti.
Per quanto riguarda la lista delle cose ben fatte in TV adesso, io davvero la vorrei vedere, non per alimentare le polemiche, ma proprio per curiosità, dato che non potendo stare troppo davanti alla TV molte cose sicuramente me le perdo.
Mi piacerebbe però che tale lista partisse da una base qualitativa e non di successo.
Io personalmente ho sempre apprezzato "Per un pugno di libri"
Per quanto riguarda la lista delle cose ben fatte in TV adesso, io davvero la vorrei vedere, non per alimentare le polemiche, ma proprio per curiosità, dato che non potendo stare troppo davanti alla TV molte cose sicuramente me le perdo.
Mi piacerebbe però che tale lista partisse da una base qualitativa e non di successo.
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- Akane Tendo
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Perchè un programma sia di culto bisogna lasciar passare come minimo vent'anni. Gli ascolti si fanno adesso, un cult lo si vede nella distanza. Al di fuori dei mezzi tecnici e dell'epoca della prima trasmissione.
Tornando ad Elisa di Rivombrosa in specifico: il problema non sta tanto nella prima serie (godibilissima e che ha avuto il merito di ritirare fuori la fiction in costume dopo anni di latitanza) il vero problema per me sono le riprese di serie che hanno avuto successo. La prima serie di Elisa ha avuto successo? Sì, bene, quindi via a sfruttarla fino all'osso con il seguito e poi con la vita di Agnese la figlia! Questo è un problema della televisione attuale, sfruttare un buon prodotto fino a mercificarlo (anzi forse meglio: marcificarlo).
Tornando ad Elisa di Rivombrosa in specifico: il problema non sta tanto nella prima serie (godibilissima e che ha avuto il merito di ritirare fuori la fiction in costume dopo anni di latitanza) il vero problema per me sono le riprese di serie che hanno avuto successo. La prima serie di Elisa ha avuto successo? Sì, bene, quindi via a sfruttarla fino all'osso con il seguito e poi con la vita di Agnese la figlia! Questo è un problema della televisione attuale, sfruttare un buon prodotto fino a mercificarlo (anzi forse meglio: marcificarlo).
Se una gallina canta come un gallo... allora è proprio un gallo!
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Desty Nova
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I racconti di Padre Brown. Li ho visti in notturna quando su rai 3 venivano trasmessi prima di Spazio 1999. Mi pare la notte di lunedì, e iniziavano verso l'una.Magenta ha scritto:Avete mai visto Padre Brown con Rascel?
Io ho visto una replica su tv locale qualche tempo fa, e sono rimasta sbigottita: 10 minuti di dialogo filosofico sulla teologia! ma in modo comprensibile!
A me sono piaciuti, però io sono venuto su anche con gli sceneggiati degli anni '70 e non posso paragonarmi a chi oggi ha 20 anni e non è abituato a quei ritmi.
Perché francamente chi è cresciuto con i telefilm di oggi rischierebbe il collasso nervoso nell'aspettare la fine di un dialogo o per vedere cosa deve succedere, magari con la mano in preda a convulsioni per evitare di cambiare canale in continuazione
Un altro splendido telefilm oggi improponibile ai più è Maigret con Gino Cervi. Anche li i ritmi sono soporiferi.
Ah, ma su questo siamo d'accordissimo!Akane Tendo ha scritto:Perchè un programma sia di culto bisogna lasciar passare come minimo vent'anni. Gli ascolti si fanno adesso, un cult lo si vede nella distanza. Al di fuori dei mezzi tecnici e dell'epoca della prima trasmissione.
Tornando ad Elisa di Rivombrosa in specifico: il problema non sta tanto nella prima serie (godibilissima e che ha avuto il merito di ritirare fuori la fiction in costume dopo anni di latitanza) il vero problema per me sono le riprese di serie che hanno avuto successo. La prima serie di Elisa ha avuto successo? Sì, bene, quindi via a sfruttarla fino all'osso con il seguito e poi con la vita di Agnese la figlia! Questo è un problema della televisione attuale, sfruttare un buon prodotto fino a mercificarlo (anzi forse meglio: marcificarlo).
Io infatti, parlando di Elisa, mi sono sempre riferito alla prima serie. Mi risulta infatti che quella prima serie sia considerata uno dei migliori sceneggiati degli ultimi 20 anni.
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- Akane Tendo
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L'autocelebrazione è logica! Il problema del Telegatto dato per il Grande Fratello 1 (voglio specificarlo, Grande Fratello prima edizione) è che è stato il primo reality a giungere in Italia e l'apripista di questa categoria che poi nel bene e nel male ha fatto successo. L'idea era innovativa: per la prima volta si filmavano degli sconosciuti costretti a vivere uno accanto all'altro ventiquattro ore al giorno. Valeva la pena premiarlo... ma non con il Telegatto sulle trasmissioni culturali! Probabilmente gli autori non sapevano in che categoria metterlo, ma ripeto un Telegatto (magari non culturaleLunlun ha scritto:Non mi sembra che abbia scritto nulla di trascendentale, il telegatto è un premio dato sugli ascolti, non sulla qualità, che tendenzialmente premia i programmi mediaset, così come i premi non-mi-ricordo-il-nome che vanno in onda sulla rai premiano tendenzialmente programmi rai, sono un po' una autocelebrazione e basta. Da quando poi hanno premiato Grande Fratello come programma culturale... no proprio no, hanno perso quel po' di prestigio che avevano.siglomane ha scritto:Quale ipotesi? L'ipotesi che sei un maleducato e che è inammissibile che su un forum pubblico vengano scritte certe cose? Mi spiace Gojira, pensavo di aver conosciuto un ottimo ed educato appassionato...Gojira'54 ha scritto:E il fatto che quella cosa abbia vinto un lercissimo telegatto non fa che accreditare la mia ipotesi.
Fra l'altro io parlo da non guardante reality.
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- frank.drebin
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quoto assolutamenteAkane Tendo ha scritto: il vero problema per me sono le riprese di serie che hanno avuto successo. La prima serie di Elisa ha avuto successo? Sì, bene, quindi via a sfruttarla fino all'osso con il seguito e poi con la vita di Agnese la figlia! Questo è un problema della televisione attuale, sfruttare un buon prodotto fino a mercificarlo (anzi forse meglio: marcificarlo).
questo avviene non solo nelle seconde, terze, quarte... produzioni della stessa serie
ma anche per quanto riguarda nuove produzioni 'concorrenti' che vanno a ricalcare la traccia segnata dal primo che fa successo
col risultato che tutti i programmi si assomigliano per un certo periodo
salvo poi venire completamente abbandonati quando non fanno più ascolto
nel marasma generale di una programmazione del genere
pochi sono le produzioni qualitativamente buone
la concorrenza viene gestita secondo me in modo sbagliato.
Per fare un esempio (esempio stupido o paradossale ma conta il concetto):
buona domenica e domenica in sono diretti concorrenti e propongono
più o meno le stesse cose e fanno (ipotesi) 4 milioni di ascolto ciascuno
Paradossalmente se uno dei due venisse trasmesso in un altro giorno
avrebbero ognuno dei due 8 milioni di spettatori
dato che non si dovrebbe scegliere fra i due
ripeto: è paradossale ma spero sia chiaro cosa intendo
Quoto Akane in toto.Akane Tendo ha scritto:L'autocelebrazione è logica! Il problema del Telegatto dato per il Grande Fratello 1 (voglio specificarlo, Grande Fratello prima edizione) è che è stato il primo reality a giungere in Italia e l'apripista di questa categoria che poi nel bene e nel male ha fatto successo. L'idea era innovativa: per la prima volta si filmavano degli sconosciuti costretti a vivere uno accanto all'altro ventiquattro ore al giorno. Valeva la pena premiarlo... ma non con il Telegatto sulle trasmissioni culturali! Probabilmente gli autori non sapevano in che categoria metterlo, ma ripeto un Telegatto (magari non culturale) doveva in ogni caso vincerlo per tutte le innovazioni (sia belle che brutte) che ha portato alla nostra televisione.
Fra l'altro io parlo da non guardante reality.
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Comunicazione di servizio:
alla fine abbiamo optato per spostare tutti i post non attinenti al topic in questa posizione
http://forum.sigletv.net/viewtopic.php?t=11994
lasciando quindi aperta la discussione. Chiaramente quel topic è un sorvegliato speciale, si raccomanda quindi di rimanere entro i confini di una discussione civile.
alla fine abbiamo optato per spostare tutti i post non attinenti al topic in questa posizione
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lasciando quindi aperta la discussione. Chiaramente quel topic è un sorvegliato speciale, si raccomanda quindi di rimanere entro i confini di una discussione civile.
La migliore che abbia visto negli utlimi anni e non ha certo avuto bisogno di chissà quale impiego di mezzi.dancasti ha scritto:guarda che io mi rendo perfettamente conto che boris è una serie dasiglomane ha scritto:Le trasmissioni di culto (cioè quelle che tra 15-20 anni saranno di culto) esistono anche oggi. Solo che, essendo attuali, non ce ne rendiamo conto
culto!
In questo caso la fa da padrone la bravura degli autori e degli interpreti.
- Watta Takeo
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- frank.drebin
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assolutamente d'accordodancasti ha scritto: guarda che io mi rendo perfettamente conto che boris è una serie da culto!
il 'problema' sarà fra 20 anni
In percentuale, quanti si ricorderanno di Boris
rispetto ad un 'Elisa' qualunque?
Per dire che ciò che col tempo diventa cult
non necessariamente è un prodotto di qualità
- IL GABINETTO CHIMICO
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Beh una delle cose grandiose di Boris è l'attore che interpreta Stanis: lui viene dal mondo delle fiction (Un medico in famiglia, e proprio Elisa di Rivombrosa)... ecco, lì è grande nel prendere in giro se stesso! 
Setta Sh'gunista.
Cartoni.chm 3.0 online! -> http://www.tvcartoonmania.com/help
Recensioni di film -> http://nonvedono.blogspot.com/
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eh eh..
Comunque, io andrei piano nel dire che tra venti anni queste serie saranno considerate cult.
Ho come l'impressione che il rapporto affettivo che noi abbiamo avuto con la televisione degli anni della nostra infanzia sia particolare.
In Germania, tanto per fare un esempio, non esiste qualcosa di paragonabile nemmeno per quelli della nostra generazione.
E' chiaro che ci sarà sempre una fetta di persone che ricorderanno piacevolmente i programmi migliori (e talvolta anche i peggiori), ma le giovani generazioni, così mi sembra di vedere, fanno molto meno uso di tv e molto più di internet.. (o di home video: all'epoca nostra non c'era... come avremmo potuto vedere le opere più vecchie?)
staremo a vedere..
Comunque, io andrei piano nel dire che tra venti anni queste serie saranno considerate cult.
Ho come l'impressione che il rapporto affettivo che noi abbiamo avuto con la televisione degli anni della nostra infanzia sia particolare.
In Germania, tanto per fare un esempio, non esiste qualcosa di paragonabile nemmeno per quelli della nostra generazione.
E' chiaro che ci sarà sempre una fetta di persone che ricorderanno piacevolmente i programmi migliori (e talvolta anche i peggiori), ma le giovani generazioni, così mi sembra di vedere, fanno molto meno uso di tv e molto più di internet.. (o di home video: all'epoca nostra non c'era... come avremmo potuto vedere le opere più vecchie?)
staremo a vedere..
Inchinatevi di fronte al simbolo dello Shogun Mitsukuni Mito. Inchinatevi!
- Enciclopedia
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Sono d'accordo...dancasti ha scritto:guarda che io mi rendo perfettamente conto che boris è una serie da culto!siglomane ha scritto:Le trasmissioni di culto (cioè quelle che tra 15-20 anni saranno di culto) esistono anche oggi. Solo che, essendo attuali, non ce ne rendiamo conto
Mi sono piegato in due quando ho visto la fiction "CAPRERA"...
Benedetto "Enciclopedia" Gemma
http://www.stanlioollio.blogspot.it
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Secondo me non c'è bisogno necessariamente che passino decenni perché una cosa diventi di culto.
I "semi" del culto sono nella genialità dell'opera originale, e qualcosa si avverte subito. Al limite può esserci una riscoperta successiva.
Ma per fare un esempio, il Rocky Horror Picture Show, Guerre Stellari, Indiana Jones, Goldrake, Bud Spencer & Terence Hill, Clerks, Frankenstein Jr., per fare qualche esempio misto, non hanno dovuto aspettare molto per diventare fenomeni di culto.
Piuttosto, il tempo a volte fa giustizia di cose che erano in realtà mode passeggere, e la nostalgia ne fa risorgere altre che non erano poi sto gran che, ma è un'altra storia...
I "semi" del culto sono nella genialità dell'opera originale, e qualcosa si avverte subito. Al limite può esserci una riscoperta successiva.
Ma per fare un esempio, il Rocky Horror Picture Show, Guerre Stellari, Indiana Jones, Goldrake, Bud Spencer & Terence Hill, Clerks, Frankenstein Jr., per fare qualche esempio misto, non hanno dovuto aspettare molto per diventare fenomeni di culto.
Piuttosto, il tempo a volte fa giustizia di cose che erano in realtà mode passeggere, e la nostalgia ne fa risorgere altre che non erano poi sto gran che, ma è un'altra storia...
4/4/1978. Io c'ero.


- frank.drebin
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in parte sono d'accordoTarrasque ha scritto:Secondo me non c'è bisogno necessariamente che passino decenni perché una cosa diventi di culto.
I "semi" del culto sono nella genialità dell'opera originale, e qualcosa si avverte subito. Al limite può esserci una riscoperta successiva.
Ma per fare un esempio, il Rocky Horror Picture Show, Guerre Stellari, Indiana Jones, Goldrake, Bud Spencer & Terence Hill, Clerks, Frankenstein Jr., per fare qualche esempio misto, non hanno dovuto aspettare molto per diventare fenomeni di culto.
Piuttosto, il tempo a volte fa giustizia di cose che erano in realtà mode passeggere, e la nostalgia ne fa risorgere altre che non erano poi sto gran che, ma è un'altra storia...
gli esempi citati sono perfetti
ma quale 'genialità' c'era nei film di lino banfi (per fare un esempio)
oggi considerati da molti* un cult ?
*ecco forse l'errore sta nel fatto che molti definiscono un 'cult' in maniera
molto più generalizzata, non intendendo una qualche qualità/particolarità/idea originale
ma semplicemente una riscoperta legata alla nostalgia e che
come dicevo qualche post fa, ti fa ricordare magari il bel periodo
in cui questi film/trasmissioni venivano visti
una cosa fastidiosa delle fiction italiane è che gli attori/attrici gira e rigira sono sempre gli stessi, si mischiano tra i vari Vivere, Cento latrine, Rivombrosa, un posto al sole ecc.....SEMPRE i soliti! gente che si improvvisa attore/attrice il più delle volte! i veri talenti sono altri, e lo dico con cognizione di causa dal momento che vivo il mondo dello spettacolo da 15 anni 
Non sò se vi ricordate... ma Goldrake era già un mito nel 1980 (a 2 anni di distanza dall'uscita italiana)... aveva già nell'immaginario collettivo quel qualcosa in più degli altri...
Così come i film di Bud & Terence erano già MITO al momento dell'uscita...
La cosa che non sopporto negli sceneggiati moderni è il recitare quasi sottovoce con quelle vocine assurde che parlano di problematiche del cacchio...
Così come i film di Bud & Terence erano già MITO al momento dell'uscita...
La cosa che non sopporto negli sceneggiati moderni è il recitare quasi sottovoce con quelle vocine assurde che parlano di problematiche del cacchio...
"Torniamo all'antico e sarà un progresso.."
"Cesso" di considerarti un utente degnoIL GABINETTO CHIMICO ha scritto:a me elisa di rivombrosa piace
QCQLa cosa che non sopporto negli sceneggiati moderni è il recitare quasi sottovoce con quelle vocine assurde che parlano di problematiche del cacchio...
Gesù è venuto per salvarci dal peccato, ma continuo a vedere peccatori.
Thor ci protegge dai demoni e dai giganti di ghiaccio, ed in effetti non ne vedo in giro.
Luca Bizzarri: "Non posso pensare bipartisan, io penso per i cazzi miei"
Thor ci protegge dai demoni e dai giganti di ghiaccio, ed in effetti non ne vedo in giro.
Luca Bizzarri: "Non posso pensare bipartisan, io penso per i cazzi miei"


