Mi riferisco alle valutazioni dei dischi e in particolare al giudizio di KBL, che contrastava nettamente col mio nel topic bloccato (e che puntualmente mi ha fatto arrapare
Andiamo per gradi. In base a che cosa, innanzitutto, si può valutare un disco? E qui mi permetterei di copiare pari pari ciò che ho scritto nel mio sito, non per "sbatterlo in faccia", ma anzi per accogliere e discutere pareri contrari e eventuali modifiche. Ora, secondo me,
"la quotazione di un supporto originale dipende da tre fattori: 1) Rarità; 2) Condizioni; 3) Domanda di mercato. Per questo motivo, un disco raro, nuovo e molto richiesto potrà avere una valutazione elevata in sede di scambio, o un prezzo elevato in sede di acquisto, mentre un disco diffuso, usato e poco richiesto potrà essere altamente svalutato".
Preciso meglio che cosa intendo per "domanda di mercato". Ammettiamo che Nero cane di leva sia raro come Sandybell. La richiesta è la stessa? O è obiettivo e ragionevole pensare che per 1 persona che vuole Nero, ce ne siano 10 che vogliono Sandybell? E che quindi, mentre 2 copie di Nero a 15 euro possono restare invendute per mesi, 2 copie di Sandybell a 15 euro verrebbero SUBITO acquistate?
Se siete d'accordo su queste considerazioni iniziali, potremmo passare a considerare il concetto di rarità, e capire quando un disco dei cartoni si può definire raro. E da quello stilare insieme un comune indice di rarità.
Ovviamente, voglio dare per scontato che l'argomento interessi a molti qui dentro...
Ma prima attendo opinioni, commenti, giudizi. E se possibile, non insulti, grazie.



