La osservazioni tecniche le lascio fare a voi, istruiti di musica
Il mio pensiero è dunque tutt'altro, rispetto a questo.
Un concerto di cover band ha come indicatore di successo di un suo spettacolo il modo con cui il pubblico interagisce, si presta alla cosa, è disposto a esserci, a partecipare... un pubblico che non subisce lo show, insomma, ma lo vive! A Lucca c'era la pioggia, ma c'erano pure persone adatte all'occasione, c'era dispersione in quel piazzalone così lontano, ma c'era anche la voglia del pubblico stesso di ballare, di saltare, di cantare... C'erano tante cose. Era, pure per me, la prima volta de "La Mente di Tetsuya", e mi son piaciuti molto, lo dico senza alcuna riserva. Se mi vien voglia di cantarli, i pezzi, se c'è vla strage d'ogni molecola di tristezza dentro di me perchè sento partire "Blue Noah" o "Astroganga", significa che qualcosa in fondo all'involucro cardiaco mi è arrivato. Aria adatta nell'area adatta, insomma. Lì, in quei momenti, non mi va molto di chiedermi se una cosa va bene o va male, se una nota è azzeccata o meno... Lì c'è qualcosa che, altresì, coerentemente ti fa abbandonare i canoni della fisica e del pensiero... e conta solo che ti va di seguirli, quelle note, quelle parole, quell'esserci perchè in quella melodia ci sei sempre stato. Esserci semplicemente perchè ci si è sempre stati. E le sigle son sempre state in me.
WATTA Old Style (orgogliosamente Old Style) TAKEO





