PUB a tema
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Uè Dancasti, vivi e lascia vivere, mamma mia...dancasti ha scritto:anche io li odio i pub, ma da gennaio 2005 sarà vietato fumare in tutti i locali pubblici!!!!
Trovo l'idea di questo pub davvero fantastica, una cosa del genere penso che prima o poi sia passata in testa a tutti, me compreso! Comunque se la cosa andasse in porto vi faccio i miei auguri!
Uè Bem non capisco il problema dei soldi, per attività imprenditoriali fanno a gara per prestarli... ovvio, si tratta di usuraie (le banche intendo) però se vi va bene problemi non ce ne sono.
- Watta Takeo
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Dancasti, ma un brindisi te lo concederai a casa mia, no? Se no ci trimango male... Vieni in casa di un toscano e non bevi il suo vino... è come andare a un'udienza del Papa e tirare una bestemmia con il megafono nel momento della Benedizione...
WATTA
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<<Senti ragazzo: nella tua stanza, tra i manifesti degli eroi, lasciagli un posto perchè tu, da grande, di lui ti ricorderai...>> - Superobots, "Ken Falco"
- dancasti
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... a.k.a. se vivo male (per colpa del fumo) faccio vivere male (chi mi fa vivere male col fumo)...Rookies ha scritto:vivi e lascia vivere
non averne a male, watta... del resto sono pure ateo, quindi dal papa per la benedizione non ci andrei mai...Watta Takeo ha scritto:un brindisi te lo concederai a casa mia, no? Se no ci trimango male

Mi assale un dubbio:
attribuire ad un panino o ad un cocktail il nome di un cartone, non è peggio che sostituire la sigla o ridoppiare?
Insomma, quando si parla di sigle rifatte tutti si scaldano perché si vedono deturpati della loro infanzia; invece utilizzare il nome di Charlotte per indicare una bevanda, no ?
Non metto in dubbio che da qualche parte possa esistere un panino o un drink chiamato Monnalisa, ma pensate che Leonardo da Vinci non si sia rivoltato nella tomba per questo ?
Quando io sento la parola Goldrake, mi piace pensare a un tizio che si getta dal cavedio della spazzatura per entrare in magica trasformazione dentro un robot dotato di alabarde spaziali, magli perforanti e cose varie. Non vorrei che un giorno con questo termine si indichi un hamburger che entra dentro un panino (rotondo) con fette di cipolle a forma di alabarde.
Io ho sempre considerato i cartoni animati come un forma d'arte; per favore, non lasciatevi annebbiare dal profumo dei soldi.
attribuire ad un panino o ad un cocktail il nome di un cartone, non è peggio che sostituire la sigla o ridoppiare?
Insomma, quando si parla di sigle rifatte tutti si scaldano perché si vedono deturpati della loro infanzia; invece utilizzare il nome di Charlotte per indicare una bevanda, no ?
Non metto in dubbio che da qualche parte possa esistere un panino o un drink chiamato Monnalisa, ma pensate che Leonardo da Vinci non si sia rivoltato nella tomba per questo ?
Quando io sento la parola Goldrake, mi piace pensare a un tizio che si getta dal cavedio della spazzatura per entrare in magica trasformazione dentro un robot dotato di alabarde spaziali, magli perforanti e cose varie. Non vorrei che un giorno con questo termine si indichi un hamburger che entra dentro un panino (rotondo) con fette di cipolle a forma di alabarde.
Io ho sempre considerato i cartoni animati come un forma d'arte; per favore, non lasciatevi annebbiare dal profumo dei soldi.
A questi formidabili nostalgici che hanno compreso il segreto della vita: "rimanere sempre un pochino bambini" (Stefania Mantelli)
Peggio direi proprio di no, ma condivido la tua stessa perplessita'. Questo pero' e' un dettaglio che si puo' sistemare e non inficia l'idea, geniale, del pub. Non trovi?ingek ha scritto:attribuire ad un panino o ad un cocktail il nome di un cartone, non è peggio che sostituire la sigla o ridoppiare?
Cuore d'acciaio, mente geniale e rischio da affrontare, ma chi non ha coraggio non può sfidare il cielo come noi!
- Watta Takeo
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Se qualcuno approfittasse di Goldrake e company per PURO fine economico sarei il primo a inorridire. Io rabbrividisco vedendo il commercio animale che c'è tuttoggi intorno ai cartoni animati. Se, però, la cosa la facessimo noi, permettetemi, tutto cambierebbe. Eccome se cambierebbe!!! Se si leggono i post di questo argomento si può ben notare come sia la passione a muovere questa proposta. Almeno è quel che credo e spero.
Chi mi sa dare la risposta del perchè esista questo commercio assurdo che gravita attorno all'orbita del mondo dei cartoni animati? Grandi distributori di VHS, DVD, gadgets che magari confondono Ryo Kabuto con Takaya? Bene: beati loro, allora, che hanno tutte le risposte... Io continuo solo a farmi domande, e fin lì c'è solo passione.
In tutto.
E per tutto.
E' tutto.
E per letto una luna di raso
WATTA
Chi mi sa dare la risposta del perchè esista questo commercio assurdo che gravita attorno all'orbita del mondo dei cartoni animati? Grandi distributori di VHS, DVD, gadgets che magari confondono Ryo Kabuto con Takaya? Bene: beati loro, allora, che hanno tutte le risposte... Io continuo solo a farmi domande, e fin lì c'è solo passione.
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Scusate se me la ghigno ma ogni volta che sento cose del genere mi viene da sbellicarmi.ingek ha scritto:Quando io sento la parola Goldrake, mi piace pensare a un tizio che si getta dal cavedio della spazzatura per entrare in magica trasformazione dentro un robot dotato di alabarde spaziali, magli perforanti e cose varie. Non vorrei che un giorno con questo termine si indichi un hamburger che entra dentro un panino (rotondo) con fette di cipolle a forma di alabarde.
Io ho sempre considerato i cartoni animati come un forma d'arte; per favore, non lasciatevi annebbiare dal profumo dei soldi.
La saprete tutti la storia del perchè Goldrake abbia i piedi tondi e tozzi stile robot anni '50, mentre Mazinga Z e Grande Mazinga che sono stati realizzati PRIMA li abbiano più antropomorfi, no?
I cartoni giapponesi sono sempre stati, se non in primis in secundis di un'incollatura, una macchina per far soldi.
Dare il nome di un cartone animato ad un panino in un locale a tema cartini animati non mi sembra assolutamente peggio di dare il nome di un musicista ad un locale a tema musica.
O di dare il nome di una regina ad una pizza volendo vedere.
4/4/1978. Io c'ero.


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Tetsuya Tsurugi
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Buttata così è proprio una squallida considerazione, soprattutto se si pensa che un comune disegnatore è sottopagato, e bisogna essere registi o animatori per avere uno stipendio decente. Senza la certezza di un riscontro economico, non si potrebbero realizzare i cartoni, così come non verrebbe pubblicato un libro, o un album musicale; quindi non ci vedo nulla di male, né da ghignare, se si decide di realizzare le gambe di Goldrake più tozze, giusto per rendere il modellino più stabile e più vendibile. Le case di produzione dei cartoni si alimentano anche tramite contratti stipulati con le ditte di giocattoli perché ne hanno bisogno; ciò non toglie che molte realizzazioni abbiano un contenuto artistico né tanto meno si può dire che siano i produttori ad avere la mente annebbiata dal profumo dei soldi; se non fosse per le ditte di giocattoli, o in generale per tutti gli sponsor, forse i cartoni a quest’ora non esisterebbero, e non esisterebbe la magia che ci hanno regalato negli ultimi 30 anni.Tarrasque ha scritto:Scusate se me la ghigno ma ogni volta che sento cose del genere mi viene da sbellicarmi.ingek ha scritto:Quando io sento la parola Goldrake, mi piace pensare a un tizio che si getta dal cavedio della spazzatura per entrare in magica trasformazione dentro un robot dotato di alabarde spaziali, magli perforanti e cose varie. Non vorrei che un giorno con questo termine si indichi un hamburger che entra dentro un panino (rotondo) con fette di cipolle a forma di alabarde.
Io ho sempre considerato i cartoni animati come un forma d'arte; per favore, non lasciatevi annebbiare dal profumo dei soldi.
La saprete tutti la storia del perchè Goldrake abbia i piedi tondi e tozzi stile robot anni '50, mentre Mazinga Z e Grande Mazinga che sono stati realizzati PRIMA li abbiano più antropomorfi, no?
I cartoni giapponesi sono sempre stati, se non in primis in secundis di un'incollatura, una macchina per far soldi.
I cartoni animati non nascono come “macchine per far soldi”, ma vengono trattati come tali da coloro che si danno al commercio animale, cercando di tirare fuori ogni tipo di introito nelle maniere più assurde e ingiustificate. E’ per questo che non mi piace l’idea del pub: io la ritengo un puro sfruttamento della loro immagine. Una cosa è creare un giocattolino che rappresenta il tuo eroe preferito, e che tiene vivo il suo ricordo, un’altra cosa è vendere prodotti che nulla hanno a che fare con i cartoni, a parte lo sfruttamento dei nomi. Ciò che cambia è l’obiettivo e le motivazioni di fondo. E’ la stessa differenza che intercorre tra scrivere un libro dedicato al ritratto della Monnalisa, e inventare un panino che si chiama Monnalisa. In entrambi i casi si ha un riscontro economico dalla vendita, ma quale dei due prodotti, per sua natura, dimostra passione, cultura e interesse per la Monnalisa? quale si limita a sfruttare il suo nome? quale vede la Monnalisa come una “macchina per fare soldi”, quale dei due prodotti è giustificatamente realizzato da un appassionato d’arte, e quale da un profano ?
A questi formidabili nostalgici che hanno compreso il segreto della vita: "rimanere sempre un pochino bambini" (Stefania Mantelli)
Scusate ma io sono perfettamente d'accordo con Tarrasque. Il pensiero di Watta Takeo e di Ingek è sicuramente nobile però 'non quadra' perchè sa del solito preconcetto che 'tutto ciò che è commerciale non è arte'... ma che vuol dire? Il discorso si fa ancora più scontato se si parla degli anime, dei quali in Giappone si fa anche la carta igienica... E' errato pensare che i cartoni non nascano per far soldi. Se parliamo di manga, ancora ancora... ma molti cartoni sono sempre ispirati ai manga o ad altre storie giapponesi o occidentali. E questo non vuol dire che non siano una forma d'arte. Stando al vostro ragionamento allora per un amatore di manga i cartoni nascono solo per far soldi perchè sfruttano la storia e i disegni originali. Io personalmente trovo bellissimo che di un manga e di un cartone esistano i cd con le colonne sonore, le cards, i modellini ma anche le caramelle o le tazze per il caffè! Figuriamoci un bel panozzo! E poi se uno decide di chiamare un panino 'Mazinga' un motivo ci sarà... sarà un pò appassionato anche lui no? 
- Watta Takeo
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Rookies, guarda che non hai capito, forse; secondo me hai abusato del buon Mirto della tua terra (che a tutti consiglio, tra l'altro, specie a Dancasti
) O, forse, ne ho abusato io, e non sarebbe una novità
Ad ogni modo, cerchiamo di capirci e di stringere, uscendo da questo imbuto (mi è venuta così la metafora, Dancasti, tranquillo; non c'entrano tini, uva, vini e Chianti DOC... forse
)
Vai a rileggerti i miei messaggi, tutti quelli che io ho scritto; io non argomento su cosa sia o meno una forma d'arte, nè su cosa non lo sia. O almeno questa era l'intenzione. In questo caso non me ne frega proprio nulla di una forma d'arte e della commercialità (neologismo? boh...) o meno. Quando parlo di interesse mi rifersico all'abuso che si fa del commercio, non del fatto che qualcuno ci possa campare, scusa... A me fanno (BANALMENTE!!!) rabbia (MA TANTA, EH!!!) i commercianti duri e puri che fanno le cassette carissime, i DVD a prezzi stratosferici e coloro che, fra i privati, invece che di passione nutrono i propri portafogli e basta. Faccio lo sputasentenze a dir così? Beh, bah, boh... non lo so. Probabilmente si, ma ho la presunzione di dire che se io (IO, SI!) aprissi un pub come quello che si è detto, ci metterei passione, sorriso, mi divertirei insomma. La mia proposta si basa su ciò che per me (PER ME) è la passione di una vita. Se si comincia a pensare, però, che questo è commerciale, quest'altro è commerciale, quell'altro ancora è commerciale, allora smettiamo pure di comprare i cd musicali di gente come Bob Dylan, i Pink Floyd o Mino Reitano (in quest'ultimo caso la provocazione spero sia accolta
)
L'idea mia e di Bem non vuole, non voleva, assolutamente aprire interpretazioni su cosa sia o meno una forma d'arte, anche nel caso dei cartoni animati giapponesi. Molti secondo me lo sono (forme d'arte e d'artrite), ma è cosa e giudizio che rimane a parte. Ciò che a noi è piaciuto pensare è che potessimo colorare la nostra vita con un'attività che fosse gradevole, giovane, viva, sorridente ogni giorno, densa della nostra passione. Punto. Stop, non c'è molto di più. Ok, è uno specchio per le allodole, ma la bontà del pensiero permette pure di specchiarcisi dentro, no? Lasciando correre i neuroni un po' oltre i loro percorsi soliti, si possono intravedere persino queste destinazioni di logica... senza troppa logica. Un pub pieno di cartoni animati e di sigle: il massimo... Rinnovo la proposta, se qualcuno avesse un po' di soldi...
E per letto una Luna di raso
WATTA
Ad ogni modo, cerchiamo di capirci e di stringere, uscendo da questo imbuto (mi è venuta così la metafora, Dancasti, tranquillo; non c'entrano tini, uva, vini e Chianti DOC... forse
Vai a rileggerti i miei messaggi, tutti quelli che io ho scritto; io non argomento su cosa sia o meno una forma d'arte, nè su cosa non lo sia. O almeno questa era l'intenzione. In questo caso non me ne frega proprio nulla di una forma d'arte e della commercialità (neologismo? boh...) o meno. Quando parlo di interesse mi rifersico all'abuso che si fa del commercio, non del fatto che qualcuno ci possa campare, scusa... A me fanno (BANALMENTE!!!) rabbia (MA TANTA, EH!!!) i commercianti duri e puri che fanno le cassette carissime, i DVD a prezzi stratosferici e coloro che, fra i privati, invece che di passione nutrono i propri portafogli e basta. Faccio lo sputasentenze a dir così? Beh, bah, boh... non lo so. Probabilmente si, ma ho la presunzione di dire che se io (IO, SI!) aprissi un pub come quello che si è detto, ci metterei passione, sorriso, mi divertirei insomma. La mia proposta si basa su ciò che per me (PER ME) è la passione di una vita. Se si comincia a pensare, però, che questo è commerciale, quest'altro è commerciale, quell'altro ancora è commerciale, allora smettiamo pure di comprare i cd musicali di gente come Bob Dylan, i Pink Floyd o Mino Reitano (in quest'ultimo caso la provocazione spero sia accolta
L'idea mia e di Bem non vuole, non voleva, assolutamente aprire interpretazioni su cosa sia o meno una forma d'arte, anche nel caso dei cartoni animati giapponesi. Molti secondo me lo sono (forme d'arte e d'artrite), ma è cosa e giudizio che rimane a parte. Ciò che a noi è piaciuto pensare è che potessimo colorare la nostra vita con un'attività che fosse gradevole, giovane, viva, sorridente ogni giorno, densa della nostra passione. Punto. Stop, non c'è molto di più. Ok, è uno specchio per le allodole, ma la bontà del pensiero permette pure di specchiarcisi dentro, no? Lasciando correre i neuroni un po' oltre i loro percorsi soliti, si possono intravedere persino queste destinazioni di logica... senza troppa logica. Un pub pieno di cartoni animati e di sigle: il massimo... Rinnovo la proposta, se qualcuno avesse un po' di soldi...
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Ultima modifica di Watta Takeo il dom 13 mar 2005, 21:27, modificato 1 volta in totale.
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Mi pare si stia perdendo il filo, e la parte divertente, del discorso.
pero' riempirei il menu' di insalate di matematica e ragni coi bigne'!
Direi che il pub starebbe nel mezzo: non un'opera che aiuti a cogliere il contenuto artistico degli anime o a comprendere i legami fra quel mondo e la nostra cultura, ma sicuramente un'omaggio appassionato a quel mondo ... e a noi stessi!ingek ha scritto:E' la stessa differenza che intercorre tra scrivere un libro dedicato al ritratto della Monnalisa, e inventare un panino che si chiama Monnalisa. In entrambi i casi si ha un riscontro economico dalla vendita, ma quale dei due prodotti, per sua natura, dimostra passione, cultura e interesse per la Monnalisa? quale si limita a sfruttare il suo nome? quale vede la Monnalisa come una "macchina per fare soldi", quale dei due prodotti è giustificatamente realizzato da un appassionato d'arte, e quale da un profano ?
Per i nomi dei panini in particolare ... ribadisco che chiamare Mazinga il solito Camogli ... bho ... non mi convince ... forse perche' sarebbe troppo banale ...Watta Takeo ha scritto:se io (IO, SI!) aprissi un pub come quello che si è detto, ci metterei passione, sorriso, mi divertirei insomma. La mia proposta si basa su ciò che per me (PER ME) è la passione di una vita.
pero' riempirei il menu' di insalate di matematica e ragni coi bigne'!
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...vuol dire che ti devi rileggere il mio precedente post. Io infatti non ho espresso questo concetto (o comunque non era mia intenzione); forse ti sei fatto trarre in inganno dall'esempio della Monnalisa.Rookies ha scritto:Scusate ma io sono perfettamente d'accordo con Tarrasque. Il pensiero di Watta Takeo e di Ingek è sicuramente nobile però 'non quadra' perchè sa del solito preconcetto che 'tutto ciò che è commerciale non è arte'... ma che vuol dire?
Se provi a rileggere la prima parte ti renderai conto che io addirittura giustifico il legame che può esistere tra commercio e arte.
Comunque ha ragione Watta quando dice di "stringere e uscire da questo imbuto"; abbiamo evidentemente dei parametri differenti per valutare certe cose, ed è troppo incasinato spiegarsi tramite post, soprattutto quando si è oftopic.
Ok, non vi tocco più il pub; è bello avere dei sogni ed è bellissimo realizzarli. Vi auguro di realizzarlo (però ... non ve lo giustifico).
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Mah che dire ragazzi... forse ho capito male io... ribadisco che anche a me questa idea del pub piace una cifra e che, nonostante il discorso che fa sia un pò contorto (ma il mirto allora chi se l'è fatto?
), sono d'accordo quando dice che è contro il commercio squallido fatto da chi vuole solo speculare (capisco la differenza che ti credi?
)... però io dico: quale sarebbe quello 'pulito'? Alla fin fine, tutti i commercianti vogliono la stessa cosa no? Comunque, fate questo benedetto pub che ci vado subito! 
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