KBL ha scritto:Vale ha scritto:L'uomo è frugivoro per natura
premetto che le scienze naturali non sono il mio campo ma cmq la cosa mi interessa. Prendo per buono che qualche millenio fa l'uomo potesse non essere carnivoro (ripeto non sono documentato, se hai qualche link interessante manda pure), ma l'uomo come era alle origini mi sembra "un tantino" diverso dall'uomo di adesso a livello evolutivo e non so se questo paragone sia proprio azzeccato non credi? Intendo dire, se (e questo credo sia innegabile) ad un certo punto c'e' stato il passaggio (forse per necessità come hai detto tu) all'uomo cacciatore e cosi' l'uomo e' rimasto fino al giorno d'oggi, non credi che sia probabile che l'evoluzione del nostro organismo sia andata verso quella direzione? E quindi magari oggi ci troviamo ad essere portati a mangiare carne e cmq, anche se cosi' non fosse, mi sembra eccessivo dire che mangiare carne sia velenoso per noi, dai

Per quanto ne so l'uomo è onnivoro.
Per avere una buona idea di cosa dovrebbe biologicamente mangiare un uomo basta guardare le poche popolazioni ancora viventi allo stato "cavernicolo", quindi gli aborigeni dell'Amazzonia ad esempio.
In sostanza, quello che riesci a catturare o raccogliere con le tue mani, una lancia o al massimo un arco.
Le poche migliaia di anni della civiltà umana sono assolutamente non sufficienti a scatenare processi evolitivi sensibili. L'uomo odierno è identico all'uomo sapiens-sapiens biologicamente parlando, per cui quello che dovrebbe mangiare è lo stesso che mangiava lui.
Le culture aborigene sono di cacciatori-raccoglitori. Un pasto da re consiste in frutta, tuberi, qualche animaletto alla portata e vermi e bacherozzi assortiti.
C'è un bacozzo grosso come un dito cicciuto che vive in amazzonia che è considerato un pasto da re dagli indigeni. Nutrizionalmente è perfetto. Ovvio. Il processo naturale dell'evoluzione nel corso di millenni ha "tarato" l'uomo al suo cibo.
Dire che quando mangi un animale mangi un cadavere è ridicolo. Anche i vegetali sono creature viventi e generalmente le mangi morte, e possono deperire, marcire e sviluppare tossine anche molto pericolose.
Finchè si tratta di questioni morali è un conto, ma attaccarsi a questo per sostenere la causa vegetariana è assurdo.
Che piaccia o no, l'agricoltura è un'aberrazione. Nessuna civiltà aborigena pratica l'agricoltura su larga scala, che tra le varie cose, essendo terraformante, ha anche pesanti impatti sull'ecosistema (foreste disboscate, animali boschivi e del sottobosco cacciati, senza parlare della strage di talpe, topolini di campo, roditori assortiti cha fa l'aratura).
L'uomo moderno come statura e conformazione fisica (reperti fossili lo confermano) si sta riavvicinando a quella degli uomini delle caverne, e questo perchè il consumo di proteine animali è decisamente aumentato nel corso dell'ultimo secolo.
La statura media delle popolazioni la cui dieta si basa principalmente di cereali e grani infatti è in media abbastanza bassa (dai Romani in poi noi Latini siamo sempre stati i tappetti d'Europa, soprattutto confrontati con i Nordici).
L'uomo ha un passato evolutivo da carnivoro. Lo dimostrano i canini. Inoltre non è in grado di digerire la cellulosa, come molti erbivori, non ha l'intestino più lungo e non ha gli stomaci quadrupli dei ruminanti.
Di contrario i canini umani ormai non sono certo più adatti alla caccia, e ci mancano i molari atti a frantumare le ossa delle prede.
L'uomo è onnivoro. Mangia bacherozzo e campi cent'anni
