E se i giapponesi non avessero mai fatto cartoni ?
Moderatori: Gohan, Haranban, Opelmanta, Lunlun
E se i giapponesi non avessero mai fatto cartoni ?
E se i giapponesi non avessero mai fatto i cartoni animati (né manga), a quest'ora come sarebbe cambiata la nostra vita ?
senza jeeg, goldrake, gundam, oscar........ e compagnia bella, che ricordi (televisivi) avremmo della nostra infanzia ? Cip e ciop, topolino e Tom e Jerry (non che siano da buttare via, ma vogliamo mettere cip e ciop contro jeeg ? )
e watta con che cosa giocherebbe ogni giorno ? con le barbie ?
e kbl che sito avrebbe inventato ? .... sigleTV.Disney ?
e quali sigle ricorderemmo meglio ? quella di Rintintin o di Biancaneve ?
ci avete mai pensato ?
senza jeeg, goldrake, gundam, oscar........ e compagnia bella, che ricordi (televisivi) avremmo della nostra infanzia ? Cip e ciop, topolino e Tom e Jerry (non che siano da buttare via, ma vogliamo mettere cip e ciop contro jeeg ? )
e watta con che cosa giocherebbe ogni giorno ? con le barbie ?
e kbl che sito avrebbe inventato ? .... sigleTV.Disney ?
e quali sigle ricorderemmo meglio ? quella di Rintintin o di Biancaneve ?
ci avete mai pensato ?
A questi formidabili nostalgici che hanno compreso il segreto della vita: "rimanere sempre un pochino bambini" (Stefania Mantelli)
- Watta Takeo
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- Località: Repubblica Popolare Democratica Autonoma di San Miniato
DUNQUE, PER QUESTO, QUINDI... Evviva i cartoni animati, evviva. O no, Dancasti? Io, sinceramente, ti preferisco così...dancasti ha scritto:ma... se non fossero mai esistiti i cartoni jap, probabilmente non sarei un frustrato... e a quest'ora sarei una persona per bene, sposato e con qualche marmocchio che scorrazza per casa!!!
Mi fa piacere esser stato preso ad esempio da Ingek per questo paragone di identità di ipotesi al passato di natura controfattuale. Ti rispondo subito, e la risposta si mette dentro fino ad annodarsi in un'altra domanda: io ancora me lo chiedo cosa sarei stato e con che cosa giocherei se non avessi avuto nella mia vita i cartoni animati... E allora provo a dare una lettura storica, che poi è sempre arbitraria e, per forza, errata e insufficiente, perchè va a scontrarsi sempre con la storia personale di ognuno che non è mai (banalmente) da definirsi unica e irripetibile: quelle di quel periodo, dei bambini teledipendenti di quel periodo, non erano storie alienate. Si crebbe insieme (quasi) per la prima volta. La voglia di Appartenere a quel periodo è esigenza della nostra generazione, quel che c'è stato prima e c'è stato dopo, a livello televisivo, non è riproponibile, specie per le concause italiane e di sconvolgimento che ebbe il nostro Paese. Ma la commistione di così tante cose, in quegli anni, italiane ed internazionali, fra quel famoso 1978 e il più sobrio 1984 (sociali, storiche, di creatività e fervore artistico a tantissimi livelli, di ambivalenza così accentuata fra le varie proposte di approccio al mezzo televisivo, il periodo del boom di sovraesposizione nipponico da noi) determinò qualcosa di difficlmente ripetibile. Ciò si creò incredibilmente (e forse per caso, che ne sappiamo) anche per le sigle...
Opinioni mie, che mi son fatto non solo (ma pure) guardando in faccia i ragazzi come me o ascoltando sigle. Ho voluto anche dare un'occhiata che non fosse sempre la mia occhiata, per mettere in discussione il mio parere, cioè. Occhio, dunque. Occhiata, anzi. Occhiata all'occhiata della ranocchiata. Sempre.
Watta Takeo
<<Senti ragazzo: nella tua stanza, tra i manifesti degli eroi, lasciagli un posto perchè tu, da grande, di lui ti ricorderai...>> - Superobots, "Ken Falco"
Questione interessante ... che mi sono posto di recente stimolato dalla Tesi di Watta, e ne abbiamo parlato un po' anche al raduno di Firenze (quello della videosigla!) ... non sono pero' giunto a nessuna conclusione ...
... saremmo qui, su un forum del genere, se la TV italiana avesse importato solo cartoni americani e/o se AVM si fosse impadronita subito del mondo sigle?
Io penso proprio di no!
E comunque non ho mai compreso quanto siamo stati (o anche solo "sono stato") influenzati dagli anime, quanto saremmo diversi senza averli visti da piccoli e quanto essenziali sarebbero queste differenze ...
La situazione peggiore, tuttavia, sarebbe secondo me stata: cartoni animati e manga fatti dai giapponesi, ma mai importati in Italia!
Su questo sono d'accordo, ma cosi' sembra che il tipo e lo spirito dei cartoni visti siano secondari ...Watta Takeo ha scritto:... Si crebbe insieme (quasi) per la prima volta. La voglia di Appartenere a quel periodo è esigenza della nostra generazione, quel che c'è stato prima e c'è stato dopo, a livello televisivo, non è riproponibile, specie per le concause italiane e di sconvolgimento che ebbe il nostro Paese. Ma la commistione di così tante cose, in quegli anni, italiane ed internazionali, fra quel famoso 1978 e il più sobrio 1984 (sociali, storiche, di creatività e fervore artistico a tantissimi livelli, di ambivalenza così accentuata fra le varie proposte di approccio al mezzo televisivo, il periodo del boom di sovraesposizione nipponico da noi) determinò qualcosa di difficlmente ripetibile. Ciò si creò incredibilmente (e forse per caso, che ne sappiamo) anche per le sigle...
... saremmo qui, su un forum del genere, se la TV italiana avesse importato solo cartoni americani e/o se AVM si fosse impadronita subito del mondo sigle?
Io penso proprio di no!
E comunque non ho mai compreso quanto siamo stati (o anche solo "sono stato") influenzati dagli anime, quanto saremmo diversi senza averli visti da piccoli e quanto essenziali sarebbero queste differenze ...
La situazione peggiore, tuttavia, sarebbe secondo me stata: cartoni animati e manga fatti dai giapponesi, ma mai importati in Italia!
Cuore d'acciaio, mente geniale e rischio da affrontare, ma chi non ha coraggio non può sfidare il cielo come noi!
- Watta Takeo
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- Iscritto il: lun 17 feb 2003, 14:16
- Località: Repubblica Popolare Democratica Autonoma di San Miniato
Hiroshi, piccolo mio: era sottinteso che quando ho parlato dell'insieme di eventi e coincidenze del periodo che ho citato, vi fosse inclusa pure la netta differenza del tipo di cartone animato che stava proponendosi all'attenzione del nostro sguardo, poveri piccini italiani; un prodotto che urlava novità, vendetta di stile, una nuova linea, un panorama sul bambino che da carino, gentile e buonino buonino, diveniva di botto un robot combattente, drammatizzato, drammatizzante, pieno, totalizzante come esperienza, con un rapporto che si innescava a distanza fra il mio pane e marmellata e chi, nello spazio, mangiava invece "libri di cibernetica" e "insalate di matematica". Niente di meglio. Che non l'avevi capito, questo?
Per quanto riguarda AVM, sai già che ne penso: con tutta la robaccia (dis)fatta da costei (e dico tutta) io ci farei volentieri il sapone.
WATTA TAKEO
Per quanto riguarda AVM, sai già che ne penso: con tutta la robaccia (dis)fatta da costei (e dico tutta) io ci farei volentieri il sapone.
WATTA TAKEO
<<Senti ragazzo: nella tua stanza, tra i manifesti degli eroi, lasciagli un posto perchè tu, da grande, di lui ti ricorderai...>> - Superobots, "Ken Falco"
(rileggevo vecchi post, questo mi ha incuriosito, lo riprendo)
se i giapponesi non avessero mai fatto cartoni, noi:
1) penseremmo al Giappone come un paese lontano, affascinante e misterioso sì, ma del tutto incomprensibile e del tutto alieno dal nostro modo di vita.
2) penseremmo ai robot come macchine per semplificare la vita umana, tutt'al più capaci di creare i problemi identificati da Asimov.
3) penseremmo ai cartoni animati come cose per i bambini dell'asilo
4) penseremmo alle "sigle" come un sotto-genere, nostalgicamente bello per i numerosi film americani
5) saremmo insomma rimasti chiusi nei pregiudizi della nostra società, come ancora oggi siamo, senza però la possibilità di confronto.
se i giapponesi non avessero mai fatto cartoni, noi:
1) penseremmo al Giappone come un paese lontano, affascinante e misterioso sì, ma del tutto incomprensibile e del tutto alieno dal nostro modo di vita.
2) penseremmo ai robot come macchine per semplificare la vita umana, tutt'al più capaci di creare i problemi identificati da Asimov.
3) penseremmo ai cartoni animati come cose per i bambini dell'asilo
4) penseremmo alle "sigle" come un sotto-genere, nostalgicamente bello per i numerosi film americani
5) saremmo insomma rimasti chiusi nei pregiudizi della nostra società, come ancora oggi siamo, senza però la possibilità di confronto.
Inchinatevi di fronte al simbolo dello Shogun Mitsukuni Mito. Inchinatevi!
- Hokuto no Rao
- Messaggi: 3162
- Iscritto il: mer 13 nov 2002, 23:52
...
Se i giapponesi non avessero fatto i cartoni, almeno avrebbero fatto i telefilm, altrimenti sarebbero completamente rincoglioniti... quindi sarei cresciuto comunque a colpi di sentai... 

Il re di Hokuto è tornato... tremate, comuni mortali!
-
ToxicAvenger
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- Iscritto il: sab 1 feb 2003, 15:31
- Località: Roma
- Contatta:
Probabilmente:
1° Non avrei scoperto il mio lato artistico e non avrei frequentato l'Istituto d'Arte.
2° Avrei un bel gruzzoletto in banca considerando i soldi che avrei risparmiato non comprando CD, 45 e LP di Sigle, album di figurine Panini, Corriere dei Piccoli, manga, VHS e DVD...
3° I miei non avrebbero cambiato la cucina componibile, distrutta da mio fratello, dalla quale si lanciava per trasformarsi in Jeeg (visto che aveva la collanina con la testa, come quella di Hiroshi).
4° Non avrei conosciuto Demota... L'amica più amica che si possa conoscere, il cui nominativo trovai in un annuncio su Mangazine!
5° Cristina d'Avena non sarebbe diventata attrice, visto che non ci sarebbe stata la serie di Kiss me Licia, e mio padre non mi avrebbe preso per scemo vedendo gli intermezzi di Marrabbio, prima, e dello zio Carlo, dopo...
6° Non avrei conosciuto gli amici che sto conoscendo attraverso gli iscritti al forum.
7° Non mi sarei appassionato alla cultura giapponese e non avrei scoperto la loro letteratura, tanto da aver letto centinaia di libri tra quelli di Mishima, Tanizaki, Murakami, Kawabata, Yoshimoto, Inoue...
1° Non avrei scoperto il mio lato artistico e non avrei frequentato l'Istituto d'Arte.
2° Avrei un bel gruzzoletto in banca considerando i soldi che avrei risparmiato non comprando CD, 45 e LP di Sigle, album di figurine Panini, Corriere dei Piccoli, manga, VHS e DVD...
3° I miei non avrebbero cambiato la cucina componibile, distrutta da mio fratello, dalla quale si lanciava per trasformarsi in Jeeg (visto che aveva la collanina con la testa, come quella di Hiroshi).
4° Non avrei conosciuto Demota... L'amica più amica che si possa conoscere, il cui nominativo trovai in un annuncio su Mangazine!
5° Cristina d'Avena non sarebbe diventata attrice, visto che non ci sarebbe stata la serie di Kiss me Licia, e mio padre non mi avrebbe preso per scemo vedendo gli intermezzi di Marrabbio, prima, e dello zio Carlo, dopo...
6° Non avrei conosciuto gli amici che sto conoscendo attraverso gli iscritti al forum.
7° Non mi sarei appassionato alla cultura giapponese e non avrei scoperto la loro letteratura, tanto da aver letto centinaia di libri tra quelli di Mishima, Tanizaki, Murakami, Kawabata, Yoshimoto, Inoue...
- queenhimika
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Lunlun ha scritto:Leggerei Harmony
Troppi shojo fanno male
Setta Sh'gunista.
Cartoni.chm 3.0 online! -> http://www.tvcartoonmania.com/help
Recensioni di film -> http://nonvedono.blogspot.com/
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Già concordo pienamente, i cartoni mi hanno "insegnato" a stimolare la fantasia e ancora oggi risento delle influenze che hanno avuto su di me.... nel bene e nel male.... purtroppo mica tutti sanno apprezzare....Rookies ha scritto:Per me gli anime sono stati davvero fondamentali. Dirò una cosa esagerata, però penso che mi abbiano donato la facoltà di FANTASTICARE... che non è poco.


- Calendarman
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pat pattina





